Micro pensiero numero quattro

Micro pensiero numero quattro

Che fare con un cassetto?Qualcuno ci mette i sogni  e ci rimangono per anni e anni.

A volte un cassetto si apre appena, appena si sbircia dentro con un ‘occhio solo magari con un pò di emozione e poi si richiude di colpo e ci si allontana.

Poi un giorno di punto in bianco il cassetto si apre completamente e spuntano i sogni, belli, colorati, pieni di vita e ancora realizzabili e si realizzano e ci rendono felici.

Ho scoperto curiosando nel web che qualcuno nel cassetto ci mette le sofferenze passate e le lascia lì, non dimentica ma  mette da parte per fare spazio a nuove possibilità.

Bella idea!Piuttosto utile e costruttiva, da sperimentare.

Ringrazio Barbara Businaro di webnauta per avere condiviso questa riflessione sul blog.

Partenze in salita

 

 

 

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Vanita’

Vanita’

Nessuno poteva resistere alle sue forme perfette, magnetiche e accattivanti per ogni sguardo che la incrociasse.Pareva risplendere come un piccolo sole,un faro nell’orto un pò secco di novembre.

I cavoli  verdi dall’invidia la osservavano stizziti dall’altra parte del giardino.Le piantine di lattughino la ammiravano dal basso sospirando un pochino e pure i pochi frutti dell’albero di cachi si dimostravano di tanto in tanto seccati da tale bellezza.

Solo rosmarino e salvia dal loro cantuccio riparato la guardavano con benevolenza perchè conoscevano già quale sarebbe stato il destino della bella incosapevole.

L’ignara tonda cucurbitacea dal canto suo non faceva che gongolare soddisfatta di sé sognando castelli,principi e godendosi le carezze ruvide che ogni mattina arrivavano puntuali da grosse mani callose.

In un pomeriggio freddo d’autunno il sole era appena sparito dietro l’orizzonte e lentamente diventava buio come tutte le sere.All’improvviso un rumore sordo scosse la quiete dell’orto seguito da altri suoni di diversa intensità.Foglie,rami, terra ogni elemento era in subbuglio. Le piante sentivano un oscuro pericolo avvicinarsi, ognuno cercò di difendersi e ripararsi dall’emergenza a suo modo: chi si irrigidiva, chi si piegava su sè stesso ma come fuggire?

Anche lei era atterrita e rimase in silenzio terrorizzata.Ad un tratto una fitta, un dolore, lancinante la dilaniava..e poi solo freddo.

L’indomani il sole ritrovò un campo di battaglia disseminato di feriti e  dolore.

Il lattughinino giaceva calpestato, distrutto, le radici per aria.Foglie di cavolo era sparse tutt’intorno e interi ortaggi si ritrovavano dalla parte opposta  alla loro sede abituale.

E lei?Mezza rotondità era rimasta attaccata alla pianta ma una  parte considerevole era finita in mille pezzi sparsi dappertutto, persino tra i rami del rosmarino.

Le ruvide mani dopo una lunga opera di soccorso e restauro generale salvarono il salvabile per cui piante divelte,foglie di lattughino, e i resti di sua rotondità finirono in un cestone.

Più tardi continuò la mattanza della poverina.Fu tagliata ,sminuzzata,bollita, tritata, impastata nei modi più inconsueti ed infine portata in trionfo a tavola tra i complimenti e gli  applausi alla cuoca, all’ortolana, e alla meraviglia nel piatto.

 

VISIONI ESISTENZIALI DI ANIME DI FORME DIVERSE

VISIONI ESISTENZIALI DI ANIME DI FORME DIVERSE

Due ex visti da fuori…

Io rotonda e tu quadrato….strana coppia.

Tu spigoloso e metodico, programmatore anche dell’ultimo secondo della giornata,impossibile rimanere in ozio, ogni particolare, ogni minuzia è sotto controllo niente è lasciato al caso anche la serenità e la gioia sono in programma ..anzi sono  previste.

E l’imprevisto?Cos’è per te?Ciò che non vuoi, non vorresti o hai eliminato a priori dalla tua tabella esistenziale e quando capita ecco l’imbarazzo, la stizza per il non previsto che guasta lo splendido piano del momento.

In vacanza sono contemplati solo svago e divertimento e possibilmente il sole, in caso contrario equipaggiamento d’emergenza ombrello e impermeabile, museo o cinema.Nulla sfugge al controllo.

E quando vacanza non è?Che fai? Si prevedono lunghe e noiose giornate di lavoro all’interno delle quali saranno previste rigorose pause caffè nei tempi concessi, pranzi rapidi, resoconti pomeridiani anche oltre l’orario d’uscita.

Gestire,gestire ogni secondo, ogni attimo deve’essere produttivo.Che ansia…

Aggredisci il problema, lo razionalizzi, lo distruggi, trovi sempre la soluzione più diretta ..si!  Lo schiaccia sassi, se non si sposta peggio per lui.La meta è la tua.

Tu o lui? Che domanda …tu!!!

E io rotolo….tra un trabocchetto e l’altro e vado a zig- zag nella vita:dove posso aggirare, aggiro altrimenti ci sbatto contro e mi faccio male fino a quando non trovo un’altra strada dove ruzzolare nuovamente.

Vado a destra, a sinistra oppure mi rigiro nello stesso punto ma mi libero, mi slego dai ‘si deve’ e da certi principi che sento stretti.

Non programmo e mi ritrovo senza biglietti davanti alla mostra del mio pittore preferito sospirando e sperando nel mio turno dopo un pomeriggio in coda ma se ne vale pena?Perchè non dovrei?

Il rigore, la puntualità..non fanno per me, non mi ci muovo, ho bisogno di spazio, di respirare.

Ci devo ritornare sui dubbi, sulle possibiltà ma poi si parte e non torno più.

Imprevedibile e imprevisto sono spesso la mia speranza e il mio timore ma movimentano le giornate.

Arrivo dove devo attraverso percorsi tortuosi e in salita durante i quali ho riflettuto e confrontato situazioni, persone e ho pure imparato.

Uso in modo costruttivo la mia creatività inventando strade alternative e soluzioni meno convenzionali per vivere meglio che posso, per non sbriciolarmi se esco dalle righe dei sentieri obbligati lastricati di certezze.

Troppo stretto per me e troppo  rischioso per te il cammino insieme.

MICRO PENSIERO NUMERO TRE

MICRO PENSIERO NUMERO TRE

Ad un saggio venne chiesto:

” Cos’è la rabbia?”

E il saggio diede una meravigliosa risposta:

“La rabbia è una punizione che diamo a noi stessi per l’errore di qualcun altro.”

Tratto dal web

Un’ affermazione a cui continuo a pensare, la giro e rivolto da ogni lato e penso che un pochino ma un pochino sia pertinente.

La rabbia rende schiavi, logora e rovina e porta via tante energie.

È un tarlo che divora l’anima e non permette di apprezzare le positività grandi e piccole presenti nell’ esistenza di ognuno.

 

Micropensiero numero due

Micropensiero numero due


“Certe volte mi sento uomo tra le donne”

 Non si tratta della mia natura introversa ..solo non sento di avere un granchè da scambiare.

Non è “fare la  preziosa” ma non ho voglia di spettegolare,di catalogare il prossimo.Sento che il mio lato maschile snobba  la conversazione.

Blablabla quanto sono pelandrone le figlie, quanto sono carine quando a 15 anni  alla sera vanno a ballare con il tacco 12.

No!Mi rifiuto!Seguo l’unico papà della situazione e mi metto da parte.

SOTTO L’OMBRELLO

SOTTO L’OMBRELLO

No! Tutto tranne quella parola…Eppure trasudava da ogni angolo del quartiere ma nessuno osava pronunciarla.Piovigginava dalla mattina e il grigio delle nuvole aveva tolto  la luce e forse anche la vitalità alla piazzetta poco distante dal molo, dove l’unica voce che risuonava era quella del venditore zoppo che si trascinava con la speranza di potere guadagnare qualche spicciolo dalla vendita delle sue chincaglierie.

Murakami e la sua pacifica spiaggia, il mare appena increspato dal vento parevano essere paralizzate, un paesaggio senza sonoro mentre la vita riprendeva il suo corso.I turisti passeggiavano tranquilli lungo la banchina, nel bar  vecchietti seduti ai tavoli appoggiati alla vetrata chiacchiaeravano tra loro sorseggiando il tè e  volgendo a tratti lo sguardo in direzione di un vicolo,quello più nascosto della piazza, il meno soleggiato,il meno frequentato.All’angolo  era rimasto a terra un ombrello aperto che ancora riparava dalla pioggia quei pochi centimetri di strada dove tutto si era compiuto.

 
Me too

Me too

Oggi è partita l’ iniziativa ” Me too” curata dal blog ” Tratto d’ Unione” attraverso cui le donne racconteranno alle altre donne, agli uomini, a loro stesse episodi, testimonianze di violenze subite. Perché non bisogna tacere ne’ girarsi dall’ altra parte ma occorre sottolineare per rimanere sveglie e vive e costruire delle sane relazioni basate sul rispetto delle donne come esseri umani vivi e pensanti. Anch’io partecipo all’ iniziativa e approfitto per ringraziare ‘ Tratto d’ Unione ‘ per l’ opportunità.

Tratto d'unione

2_MeToo

Oggi parte su questo blog un nuovo progetto, legato al movimento Me too, che ci accompagnerà per diverse settimane e che, ogni lunedì, vedrà la pubblicazione dei racconti – testimonianze di vita vissuta – scritti da donne che hanno subito molestie.

Si tratta di blogger, amiche, amiche di amiche… che ho invitato a uscire dal silenzio per raccontare le loro esperienze in un mondo dove, purtroppo, ancora molti uomini si permettono di cedere ai propri desideri senza tener conto di quelli della donna che li ha suscitati.

AriannaFarricellaArianna Farricella (1991), giovane e talentuosa fumettista, ha accettato di illustrare queste storie, perciò ogni racconto sarà accompagnato da un disegno creato appositamente da lei, che voglio ringraziare per la disponibilità e la sensibilità con la quale ha tradotto le parole in immagini.

Il Me Too movement esiste già dal 2006. Lo ha fondato negli Stati Uniti Tarana Burke per aiutare donne…

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