Me too

Oggi è partita l’ iniziativa ” Me too” curata dal blog ” Tratto d’ Unione” attraverso cui le donne racconteranno alle altre donne, agli uomini, a loro stesse episodi, testimonianze di violenze subite. Perché non bisogna tacere ne’ girarsi dall’ altra parte ma occorre sottolineare per rimanere sveglie e vive e costruire delle sane relazioni basate sul rispetto delle donne come esseri umani vivi e pensanti. Anch’io partecipo all’ iniziativa e approfitto per ringraziare ‘ Tratto d’ Unione ‘ per l’ opportunità.

Tratto d'unione

2_MeToo

Oggi parte su questo blog un nuovo progetto, legato al movimento Me too, che ci accompagnerà per diverse settimane e che, ogni lunedì, vedrà la pubblicazione dei racconti – testimonianze di vita vissuta – scritti da donne che hanno subito molestie.

Si tratta di blogger, amiche, amiche di amiche… che ho invitato a uscire dal silenzio per raccontare le loro esperienze in un mondo dove, purtroppo, ancora molti uomini si permettono di cedere ai propri desideri senza tener conto di quelli della donna che li ha suscitati.

AriannaFarricellaArianna Farricella (1991), giovane e talentuosa fumettista, ha accettato di illustrare queste storie, perciò ogni racconto sarà accompagnato da un disegno creato appositamente da lei, che voglio ringraziare per la disponibilità e la sensibilità con la quale ha tradotto le parole in immagini.

Il Me Too movement esiste già dal 2006. Lo ha fondato negli Stati Uniti Tarana Burke per aiutare donne…

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Vuoi che viva con una mamma che piange tutto il giorno come è successo a te?

*tratto da una fiction*

Un’affermazione da brivido…Quante frustrazioni  ci hanno buttato addosso i nostri genitori?Se ne saranno accorti?Oppure pensavano che fosse loro diritto farlo?Le debolezze ci sono per tutti ma offrire solo queste di se stessi è troppo poco.

Cosa buttiamo noi addosso ai figli o semplicemente a che divide il nostro quotidiano,quante lamentele, quante frustrazioni?

Chissà se ce ne rendiamo conto e correggiamo il tiro verso una direzione positiva.

 

 

Ventesimo

Venti sono le dita possedute da un essere umano,

Un giovane di vent’anni è all’ inizio della sua esistenza

ma quando mi ritrovo a pensare ” Sono venti…quanti, tanti…così tanti”allora mi sento scivolare in un abisso di ricordi,di domande,di angosce. Stupore, amarezza, rammarico si alternano e si fondono tra loro ma le parole non descrivono a dovere il turbinio della mente.

Vedo il sole,la luce accecante, il cielo azzurro nel giorno della fine, quella fine. Un’uscita di scena molto teatrale e improvvisa ha lasciato la disperazione e il nulla dietro di te.

Non posso,non posso aprire la porta, non questa volta,non posso entrare e rivedere il calendario ancora fermo a quella data e percepire le tue idee che fluttuano da ogni parte. Le mura trasudano dei tuoi progetti, del nostro lavoro.

Sappi che per lei il tempo si è fermato in quel momento, pare oggi, come  fosse oggi. Spera di incontrarti nei suoi sogni ma quando si sveglia nella notte e non ti trova,il suo mondo annega nelle lacrime. Rimane il silenzio e le tue parole che sembrano una maledizione.

Movimenti Caotici

Pensieri si accalcano, entrano, escono, spingono,riempiono e svuotano il bus della mia mente che sfreccia veloce non so verso dove,

pensieri che mi seguono,si nascondono,mi sorprendono voltato l’angolo,mi perseguitano.

Bussano ma non apro e allora?Allora strisciano da sotto la porta si infilano nei cassetti, entrano nella lavatrice e lì si appostano,sprofondano nel divano finiscono nelle scarpe, e girano,girano, spariscono e poi ritornano,

Suonano,cantano,fanno baccano e non stanno stanno zitti e non stanno fermi.

Si attaccano al lampadario,pendono dal soffitto mi accompagnano per strada, non mi lasciano,non mi tradiscono,mi fanno compagnia, mi cantano la ninna nanna, mi svegliano al mattino, mi aspettano e al momento giusto si presentano.

Mi piovono addosso e riempiono le pozzanghere, si nascondono sotto lo zerbino,spuntano nell’ascensore.

Compaiono come la scia degli aerei e allo stesso modo spariscono.

Vanno ,vengono,tornano, ci riprovano.

A volte aprono un discorso chiuso a volte ne chiudono uno aperto oppure portano una soluzione inaspettata,un finale a sorpesa,un terremoto,un temporale,un pomeriggio di sole, una notte tranquilla.

Pensieri che urlano,pensieri che parlano che sussurrano,pensieri che ridono

che tormentano,pensieri che danno serenità.

Pensieri in movimento, costruiscono castelli, grattacieli e li distruggono oppure accendono la lampadina, aprono un sentiero in una una foresta intricata, scoprono l’entrata di un nuovo mondo, cambiano il punto di vista, rendono chiaro ciò che era scuro e cambiano il colore della realtà e dell’anima e del cuore e chissà cos’altro.

Si aggrovigliano, si contorcono, girano su stessi e scompaiono in una bolla di sapone.

Esplosione muta

Si era arrampicata sui vetri, sugli specchi, su ogni superficie  possibile  pur di andare avanti, pur di cercare il lato positivo anche se piccolo , microscopico e non sempre percepibile ma quella frase detta come  una banalità , l’ennesima prepotenza, l’ennesimo atto di tracontanza, un altro masso che crollava sulla schiena, sulla testa senza possibilità di scansarlo.

Subito la rabbia iniziò a salire da ogni cellulula del suo corpo,i capelli oscillavano, le braccia tremavano e urlava  in silenzio con tutta la forza che non pensava di avere dicendo:” BASTA!! Io non accetto più, è troppo, deve finire!”

Muri di acciaio sorsero dal nulla e si posero tra loro per distruggere ogni tipo di comunicazione per difesa e offesa da una situazione di vita che non voleva più.

La muta rabbia fece il deserto di tutto quel che c’era intorno, senza distinzione tra gioia e dolore, niente, niente rimase.

FUORI DALLA GABBIA

Un giorno nell’allevamento un furgone vuoto.

Nella stalla gli animali dormivano e sussultarono al rombo del  motore che parve loro un rumore infernale.Ce n’erano tanti di suoni nella stalla moderna: il mostro che portava il cibo, l’acqua oppure la sbarra per la paglia pulita e ancora urla  quando qualcuno veniva portato via chissà dove e non tornava più. All’inizio se lo chiedevano tutti con terrore ma poi nessuno ci pensava e tutto ritornava come prima.

Il sole si vedeva appena dalle finestre e solo qualche volta si poteva uscire fuori e sentire  l’aria,la luce, il caldo e il freddo ma di tanto in tanto rientrando qualcuno mancava senza motivo o meglio nessuno conosceva il perchè delle sparizioni.

All’improvviso  una forza sconosciuta, un ‘onda invisibile spinse, schiacciò e obbligò un grosso gruppo a camminare  in direzioni diverse contro la propria  volontà  fino all’entrata di un buco, uno spazietto  opprimente e stretto, dove era possibile assumere una sola posizione.

“Non camminare, non  girarsi, solo in piedi o a terra,no acqua,no cibo, muso contro muso,zampa contro zampa”.

E urla e urla e grida e cerca  una via d’uscita con la testa ,con la zampa,con il corpo ma  lo spazietto  si mosse sotto le zampe “Ahha che succede?!” E sali’e poi si fermò con un tonfo e poi più niente,rumori,rumori e strepiti disperati  di animali e sopra c’era qualcuno e sotto c’era qualcuno e da una parte c’era qualcuno e anche dall’altra e ancora e ancora, panico, paura,terrore. “Tutto si muove, non si respira, non si cammina,non si mangia,non si beve, solo paura.La luce soltanto e tanti rumori poi un fischio acuto e tutto precipitò, si rotolava, si cadeva, si volava , sisssi si volava e qualcuno atterro’e la gabbia si ruppe e si fuggì….ancora rumori, ancora luce e niente sbarre….allora via ,via  di qui!! Dove? Che importava??? Qualcuno si schianto’ terrorizzato contro oggetti giganteschi mai visti, qualcuno invece era a terra dolorante, sanguinante, agonizzante e non sapeva  perchè, solo paura…

 

Post invernale

Gennaio è andato…Uh che peso!Sarà il freddo, le giornate corte ma io lo trovo un mese pesantissimo, infinitamente lungo.

Mi piacciono i cieli limpidi, spazzati dal vento di gennaio,adoro i tramonti sulla campagna scura.

Due mondi, quello di sotto illuminato dai lampioni e dalle luci delle finestre e quello di sopra con tutte le sfumature del rosso, del rosa e dell’arancione e sullo sfondo la sagoma nera e nitida delle Alpi.Due pianeti diversi,separati e inconciliabili.

E le notti  stellate?da osservare per ore al freddo al gelo.

Ma la nebbia e il cielo grigio piombo schiacciano al suolo ogni desiderio di volare.

Manca l’aria e  si  ci si sente piccoli e insignificanti.

Ma le giornate si allungano,sonnacchiose e l’inverno mostrerà le sorprese che nasconde nel cilindro.

Cose di carta

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Immagine da Pixabar

 

Non aveva vissuto in quella casa, non era un luogo suo ma ne era sporadica frequentatrice e nonostante ciò le tra le mura sconosciute, tra i mobili che avevano viaggiato per diverse camere, spuntavano di tanto in tanto inaspettati ricordi del passato, della famiglia, dell’adolescenza.

La cameretta era l’angolo meno asettico e impersonale dell’abitazione  e dunque il più interessante e vivo, traboccante di colori, fotografie, due esemplari  di CiccoBello appartenenti ad epoche differenti, adagiati su una sedia abilmente nascosta dall’armadio.La libreria colma di vecchi testi scolastici,diari,romanzi mai letti dalla copertina immacolata accanto a libri vissutissimi e sbiaditi e  lì su un ripiano si faceva notare, sporgendo appena,appena  il bordo di un cartoncino verde ormai molto pallido.

Pareva sofferente e quasi in procinto di soffocare, schiacciato dai sopravvisuti agli ultimi traslochi e alle pulizie stagionali. Incuriosita lo sfilò dal mucchio polveroso e sul lato giallastro comparve un pinguino in tight dall’espressione sorridente che la fissava da un monocolo …scendendo con lo sguardo…una firma scarabocchiata sulla gamba del simpatico personaggio.

Conosceva perfettamente sia  l’artista sia  l’opera e rimase sorpresa nel ritrovarla proprio lì . Sulla strada dei ricordi si aprì una pista che la riportava ad un lontano periodo,una dimensione dimenticata, una parentesi felice, inconsapevole e spensierata ormai chiusa per sempre.Dunque?Che fare di quel ritovamento?Rimettere tutto al proprio posto e archiviare l’episodio piacevole appena rispolverato perchè evocava una felicità perduta oppure considerare il lato positivo e mostrare il reperto a chi non ne era mai stato a conoscenza?

Il buffo personaggio venne prelevato e posto in tutto il suo splendore in altri luoghi dove ad oggi viene ammirato per quello che è e per quello che l’autore volle rappresentare.

Post ispirato a “Note di carta” in  WebNauta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Blogger Recognition Award

Ciao a tutti i lettori casuali e non di Marmellata

Le regole

  1. Ringraziare il blogger che ti ha nominato e inserire il link al suo Blog
  2. Scrivere un post per mostrare il proprio riconoscimento
  3. Raccontare la nascita del proprio Blog
  4. Dare consigli ai nuovi blogger
  5. Nominare altri 15 blogger ai quali vuoi passare il segno di riconoscimento
  6. Commentare sul Blog di chi ti ha nominato e fornirgli il link al tuo articolo (anche sulla pagina Fb)

 

RINGRAZIAMENTI

Ringrazio tanto, tantissimo le due persone che mi hanno nominato Baylee con il suo Blog La siepe di more e  Mimì con il suo Blog Take a book ande drink a coffee with me  mi scuso per avere risposto dopo tanto tempo ma sono stata fagocitata dalla routine quotidiana.

NASCITA DI MARMELLATA

Marmellata di pensieri nasce per gioco, per curiosità dopo avere seguito diversi blog che mi appassionavano e avere letto parecchi articoli sul blogging e sulla figura del blogger.Ammetto che tanta teoria mi aveva scoraggiata…ma alla fine ho deciso di buttarmi poi adoro scrivere lo faccio dappertutto e dissemino foglietti nelle borse, nelle tasche e il blog è un modo di raccoglierli e se ci sono lettori tanto meglio.

CONSIGLI

Non amo dare consigli ma la regola me lo impone per cui ciò che posso consigliare partendo dalla mia piccola esperienza personale è di essere se stessi e di mettere se stessi in quello che si scrive indipendentemente dall’argomento e non ultimo fate ciò che fa vi fa stare bene, ciò che sentitite veramente.

NOMINE?????

Ahh 15 Blog??Sono tanti lascio fare a voi inoltre la piattafoma negli ultimi mesi non mi permette più di seguire i blog che incontro se ci fosse qualcuno in grado di spiegarmi perchè…lo ringrazio da ora.

Vi abbraccio!!!!!

 

Senza segnale

Era lì,la sentivo starnazzare e sbraitare con quel verso stridulo e disgustoso.Cantava, blaterava frasi senza senso,importanti solo per lei, ora sorrideva ora si lagnava, ora pareva parlare a se stessa e addirittura rispondersi.

Provavo solo disgusto e noia e volentieri avrei stretto quel collo fino a toglierle ogni guizzo di vita, ogni respiro.

Il coltello era sul tavolo al centro del pollaio, sarebbe bastato brandirlo all’ improvviso e….Zacc un taglio netto e quella testa vuota sarebbe rotolata per terra con un ghigno immobile stampato per sempre sul viso e poi ….di nuovo silenzio.

Tutto finito in pochi secondi….gli anni trascorsi insieme cancellati in un colpo solo.

Non era stata questa la mia idea.Avevo costruito il pollaio con intenti diversi, una famiglia, una vita serena….e lei l essere animato più bello che avessi mai visto.

Ogni sguardo,ogni gesto era meraviglioso indizio di una dimensione celestiale di cui avevo avuto l’opportunità di godere e bearmi.

Quell attimo aveva bruciato tutto e cancellato il paradiso.