MICRO PENSIERO NUMERO TRE

MICRO PENSIERO NUMERO TRE

Ad un saggio venne chiesto:

” Cos’è la rabbia?”

E il saggio diede una meravigliosa risposta:

“La rabbia è una punizione che diamo a noi stessi per l’errore di qualcun altro.”

Tratto dal web

Un’ affermazione a cui continuo a pensare, la giro e rivolto da ogni lato e penso che un pochino ma un pochino sia pertinente.

La rabbia rende schiavi, logora e rovina e porta via tante energie.

È un tarlo che divora l’anima e non permette di apprezzare le positività grandi e piccole presenti nell’ esistenza di ognuno.

 

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Micropensiero numero due

Micropensiero numero due


“Certe volte mi sento uomo tra le donne”

 Non si tratta della mia natura introversa ..solo non sento di avere un granchè da scambiare.

Non è “fare la  preziosa” ma non ho voglia di spettegolare,di catalogare il prossimo.Sento che il mio lato maschile snobba  la conversazione.

Blablabla quanto sono pelandrone le figlie, quanto sono carine quando a 15 anni  alla sera vanno a ballare con il tacco 12.

No!Mi rifiuto!Seguo l’unico papà della situazione e mi metto da parte.

SOTTO L’OMBRELLO

SOTTO L’OMBRELLO

No! Tutto tranne quella parola…Eppure trasudava da ogni angolo del quartiere ma nessuno osava pronunciarla.Piovigginava dalla mattina e il grigio delle nuvole aveva tolto  la luce e forse anche la vitalità alla piazzetta poco distante dal molo, dove l’unica voce che risuonava era quella del venditore zoppo che si trascinava con la speranza di potere guadagnare qualche spicciolo dalla vendita delle sue chincaglierie.

Murakami e la sua pacifica spiaggia, il mare appena increspato dal vento parevano essere paralizzate, un paesaggio senza sonoro mentre la vita riprendeva il suo corso.I turisti passeggiavano tranquilli lungo la banchina, nel bar  vecchietti seduti ai tavoli appoggiati alla vetrata chiacchiaeravano tra loro sorseggiando il tè e  volgendo a tratti lo sguardo in direzione di un vicolo,quello più nascosto della piazza, il meno soleggiato,il meno frequentato.All’angolo  era rimasto a terra un ombrello aperto che ancora riparava dalla pioggia quei pochi centimetri di strada dove tutto si era compiuto.

 
Me too

Me too

Oggi è partita l’ iniziativa ” Me too” curata dal blog ” Tratto d’ Unione” attraverso cui le donne racconteranno alle altre donne, agli uomini, a loro stesse episodi, testimonianze di violenze subite. Perché non bisogna tacere ne’ girarsi dall’ altra parte ma occorre sottolineare per rimanere sveglie e vive e costruire delle sane relazioni basate sul rispetto delle donne come esseri umani vivi e pensanti. Anch’io partecipo all’ iniziativa e approfitto per ringraziare ‘ Tratto d’ Unione ‘ per l’ opportunità.

Tratto d'unione

2_MeToo

Oggi parte su questo blog un nuovo progetto, legato al movimento Me too, che ci accompagnerà per diverse settimane e che, ogni lunedì, vedrà la pubblicazione dei racconti – testimonianze di vita vissuta – scritti da donne che hanno subito molestie.

Si tratta di blogger, amiche, amiche di amiche… che ho invitato a uscire dal silenzio per raccontare le loro esperienze in un mondo dove, purtroppo, ancora molti uomini si permettono di cedere ai propri desideri senza tener conto di quelli della donna che li ha suscitati.

AriannaFarricellaArianna Farricella (1991), giovane e talentuosa fumettista, ha accettato di illustrare queste storie, perciò ogni racconto sarà accompagnato da un disegno creato appositamente da lei, che voglio ringraziare per la disponibilità e la sensibilità con la quale ha tradotto le parole in immagini.

Il Me Too movement esiste già dal 2006. Lo ha fondato negli Stati Uniti Tarana Burke per aiutare donne…

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Citazione

Micropensiero numero uno

Vuoi che viva con una mamma che piange tutto il giorno come è successo a te?

*tratto da una fiction*

Un’affermazione da brivido…Quante frustrazioni  ci hanno buttato addosso i nostri genitori?Se ne saranno accorti?Oppure pensavano che fosse loro diritto farlo?Le debolezze ci sono per tutti ma offrire solo queste di se stessi è troppo poco.

Cosa buttiamo noi addosso ai figli o semplicemente a che divide il nostro quotidiano,quante lamentele, quante frustrazioni?

Chissà se ce ne rendiamo conto e correggiamo il tiro verso una direzione positiva.

 

 

Ventesimo

Ventesimo

Venti sono le dita possedute da un essere umano,

Un giovane di vent’anni è all’ inizio della sua esistenza

ma quando mi ritrovo a pensare ” Sono venti…quanti, tanti…così tanti”allora mi sento scivolare in un abisso di ricordi,di domande,di angosce. Stupore, amarezza, rammarico si alternano e si fondono tra loro ma le parole non descrivono a dovere il turbinio della mente.

Vedo il sole,la luce accecante, il cielo azzurro nel giorno della fine, quella fine. Un’uscita di scena molto teatrale e improvvisa ha lasciato la disperazione e il nulla dietro di te.

Non posso,non posso aprire la porta, non questa volta,non posso entrare e rivedere il calendario ancora fermo a quella data e percepire le tue idee che fluttuano da ogni parte. Le mura trasudano dei tuoi progetti, del nostro lavoro.

Sappi che per lei il tempo si è fermato in quel momento, pare oggi, come  fosse oggi. Spera di incontrarti nei suoi sogni ma quando si sveglia nella notte e non ti trova,il suo mondo annega nelle lacrime. Rimane il silenzio e le tue parole che sembrano una maledizione.

Movimenti Caotici

Movimenti Caotici

Pensieri si accalcano, entrano, escono, spingono,riempiono e svuotano il bus della mia mente che sfreccia veloce non so verso dove,

pensieri che mi seguono,si nascondono,mi sorprendono voltato l’angolo,mi perseguitano.

Bussano ma non apro e allora?Allora strisciano da sotto la porta si infilano nei cassetti, entrano nella lavatrice e lì si appostano,sprofondano nel divano finiscono nelle scarpe, e girano,girano, spariscono e poi ritornano,

Suonano,cantano,fanno baccano e non stanno stanno zitti e non stanno fermi.

Si attaccano al lampadario,pendono dal soffitto mi accompagnano per strada, non mi lasciano,non mi tradiscono,mi fanno compagnia, mi cantano la ninna nanna, mi svegliano al mattino, mi aspettano e al momento giusto si presentano.

Mi piovono addosso e riempiono le pozzanghere, si nascondono sotto lo zerbino,spuntano nell’ascensore.

Compaiono come la scia degli aerei e allo stesso modo spariscono.

Vanno ,vengono,tornano, ci riprovano.

A volte aprono un discorso chiuso a volte ne chiudono uno aperto oppure portano una soluzione inaspettata,un finale a sorpesa,un terremoto,un temporale,un pomeriggio di sole, una notte tranquilla.

Pensieri che urlano,pensieri che parlano che sussurrano,pensieri che ridono

che tormentano,pensieri che danno serenità.

Pensieri in movimento, costruiscono castelli, grattacieli e li distruggono oppure accendono la lampadina, aprono un sentiero in una una foresta intricata, scoprono l’entrata di un nuovo mondo, cambiano il punto di vista, rendono chiaro ciò che era scuro e cambiano il colore della realtà e dell’anima e del cuore e chissà cos’altro.

Si aggrovigliano, si contorcono, girano su stessi e scompaiono in una bolla di sapone.