A come agosto

Che strano mese agosto..tanto desiderato e altrettanto odiato;

Carico di aspettative,di sogni ma ingannatore e portatore di delusioni di tragedie e brutti ricordi;

Promette avvincenti avventure, giorni felici ed è sincero con qualche fortunato;

Si porta via l’ ultimo strascico d’ estate,le giornate più corte, i giochi e le risate ma anche la fatica di chi non è in vacanza e non lo sarà o attende l’ occasione di fuga dalla​ solita routine;

Chi lascia i propri cari e i propri amori per tornare ad una vita diversa e lontana.

I lunghi e noiosi pomeriggi di sole nella vecchia casa dei nonni ormai vuota da anni.

Antichi rumori, vecchi oggetti polverosi e il silenzio di un passato che non tornerà.

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INCOGNITA

Era stato faticoso riconoscere la sua testa color argento in mezzo a tante teste dello stesso colore…ma  l’espressione di terrore del suo viso era inconfondibile..lì nella sala d’aspetto  dalle grandi finestre nel vecchio sanatorio costruito nei primi del ‘900.

Faceva tenerezza quell’espressione a metà tra il terrore e lo stordimento…l’ansia che traspariva da ogni centimetro del suo essere fisico e metafisico…faceva sorridere..perchè bastava un semplice pre-ricovero per scatenare panico e disperazione in lei… e un pò era irritante ma ci voleva pazienza, tanta pazienza.

Nervosa e tremante aveva attaccato bottone con tutti coloro che in quella mattina erano in coda per gli stessi accertamenti e da ciascuno aveva ricevuto parole  incoragginti.Condividevano gli stessi malanni in quel frangente.

Tante persone, tante vite e altrettante vicende anche tristi e difficili ma raccontate con la serenità di chi se ne è fatto una ragione di quel che ha vissuto o almeno dava la sensazione di averlo fatto in qualche momento della propria esistenza.

Una signora probabilmete sua coetanea ma con i capelli castani, vestita con abiti colorati ma non appariscenti si interrogava su come arrivare al mattino presto il giorno per l’intervento perchè abitava dall’altra parte della città e non aveva nessun familiare o amico che potesse accompagnarla.Non pareva disperata anzi occupata a cercare una soluzione.

Avevano chiacchierato e scoperto di condividere una condizione similare….essere sole, senza più il proprio compagno di vita.Come mai una delle due non era disperata pensando al passato oppure non si mostrava tale e l’altra dava la sensazione che tutto fosse capitato solo il giorno prima….

Il tempo era passato ma lei aveva scelto di rimanere lì, accampata, aggrappata a quel piccolo scoglio del suo passato da cui anche se aveva sofferto molto non voleva staccarsi.

Era tutto buio e triste per lei, solo silenzi e colori sbiaditi ma intorno c’era vita, c’era amore e c’erano sorrisi sinceri, parole e gesti di conforto e di amicizia ma a lei questo era indifferente.Aveva paura di afferrare le mani tese, di buttarsi in quel mare sconosciuto dove sapeva che non sarebbe annegata al contrario ci avrebbe trovato una nuova dimensione.

Temeva di tradire, di dimenticare? Ma chi ?Se stessa, la propria esistenza, il proprio passato e come sarebbe potuto accadere se portava tutto nel cuore.

Chissà se conosceva la risposta.

 

 

Cuore di mamma..

La scuola è finita…! Orde di studenti affollano le pizzerie,le gelaterie in un delirio totale ma bellissimo, si respira tanta euforia,tanta energia….pero’ che invidia ….Al solo pensiero delle vacanze….

Vacanze? No, non per tutti, qualcuno continuerà a studiare,per te ci sono gli esami di terza media.

Un traguardo importante nella tua vita,il primo esame vero, la porta dell’ adolescenza con i suoi eccessi,i sogni,le speranze,le paure, gli errori ma sappi che io ti accompagnerò in questo tuo viaggio e ti starò vicino qualunque cosa succeda.

Sono sicura che riuscirai ad affrontare il futuro con grande coraggio e determinazione infondo sei un’ entusiasta della vita e riesci sempre a trovare il lato positivo…mia amata stellina.

 

 

Vita da condominio

A  vederlo da lontano e’ un mostro, un obbrobrio architettonico….e lo è di più da vicino ma non so se sia il caso di citare l’ architettura che è un ‘ arte e quel palazzo non è un prodotto artistico.Costruito forse seguendo criteri estetici degli  anni Sessanta, otto piani  si ergono minacciosi al di sopra tanto da far sembrare le villette vicine funghetti  intorno alla base di un albero.

Ma al di qua della  recinzione screpolata color verde bottiglia  si apre un microcosmo fatto di  una grande varietà di esseri umani, di tutte le razze e religioni.A qualsiasi  ora del giorno e della notte genti che entrano  ed escono silenziose.

Già prima del sorgere del sole spuntano le  luci accese  e si intravedono nei vialetti figure imbacuccate dirette verso l’uscita,seguono a breve distanza  studenti addormentati e frettolosi e poi i bambini che trascinano pesanti zaini colorati.

Le nonne aspettano i piccoli che arrivano accompagnati dai genitori,cani di ogni taglia trascinano i padroni, dalle finestre pendono  tappetti e lenzuola e instancabile la portinaia ramazza.

Quando la giornata lo permette, dopo il caffè del pomeriggio,un gruppo di casalighe  da decenni si ritrova all’ombra dei grandi pini per chiacchierare; abitudine d’altri tempi,romantica e talmente naturale da sembrare bizzarra.

Ed ecco che sul tardi il cortile si anima delle voci dei bambini di ritorno da scuola,le corse in bici, le partite di pallone.Negli angolini nascosti gruppi di ragazzine confabulano sedute in cerchio mentre lenta scorre la processione del rientro a casa tra saluti e sorrisi.

Al sabato è un continuo trafficare di borse della spesa per le scale  e ad ogni piano si respirano profumi diversi all’ora di pranzo. Durante le feste si incontrano volti sconosciuti, signore profumate in abiti eleganti che trasportano teglie ricolme di ogni bontà.

Ad ogni rumore, ad ogni evento ombre maldestre  nascoste dalle tende si affacciano curiose e impertinenti, nulla sfugge, nessuno rimane anonimo.

Alla sera pare un alveare, un brulichio nervoso  di luci e ombre in continuo movimento e di tanto in tanto  una musica araba un pò malinconica risuona nell’aria.

QUALCOSA MANCA

Da alcuni giorni aveva perso il sorriso ..strano  forse era ammalata e pensandoci qualche volta si era messa in malattia.Pallida, triste con una voce mesta e lo sguardo velato da un’ombra nonostante il trucco vivace.Eppure era un buon periodo, pareva che stesse succedendo qualcosa di speciale nella sua esistenza.

Era stato categorico, un “No”, un muro di cemento.Usciva da un divorzio e lei lo sapeva,sapeva bene che non era possibile non ora.

A casa non dovevano neppure sospettare perchè a sua madre aveva detto che era tutto finito da mesi tra loro e lei aveva accolto la notizia con sollievo perchè non aveva mai approvato il loro rapporto.Lui non era fatto per sua figlia, troppo vecchio e con un vissuto alle spalle piuttosto complicato.

Cosa fare allora? un ‘ unica soluzione parve possibile…per cui  per togliersi d’impiccio….le era stata prospettata una sola via d’uscita che doveva percorrere da sola e di sua spontanea volontà.Una giornata e tutto sarebbe ritornato come prima, semplice, facile per lui,per la famiglia e per lei?Certamente nessuno l’avrebbe saputo a chi poteva importare?Era un fatto personale, solo suo…era lei a dovere agire.Lui aveva fatto la sua scelta e avrebbe continuato ad esserci.

Il sole sbucava appena dalle nuvole e lei già saliva le scale,ascensore, reparto, sala d’aspetto.Niente domande, solo l’infermiera la accompagnò nella camera spiegando ciò che doveva fare.Poteva ancora scappare, rifiutarsi uscire di lì…chi l’avrebbe rincorsa o rimproverata…Scelta libera, libero arbitrio, libertà,insieme a lui come prima.

L’aveva promesso….avrebbe risolto il loro problema e poteva farlo solo lei…doveva rimanere altrimenti l’avrebbe deluso e rovinato tutto e…mamma?Come avrebbe reagito?No, rimase lì.

Al risveglio era di nuovo nella stessa stanza,con la stessa infermiera ma qualcosa le mancava….c’era lui accanto che le sorrideva, ora sorrideva, ora il problema era risolto.

 

Mi sono ispirata per questo storia ad un post del blog Idee del cuore e mi è uscito questo racconto,crudele ma credo molto vicino alla realtà.Volevo solo rappresentare la solitudine della scelta in una situazione limite.

 

 

 

 

 

RIPENSANDO

 

 

Avevo preso il numero per entrare nella tua vita ma ho deciso di buttarlo.

La fila davanti a me scorreva troppo lentamente…pazienza!Se dovessi ripassare ci riproverò… forse in un’altra vita perchè per quanto riguarda questa ho esaurito il mio tempo d’attesa.

LIEBSTER AWARD 2017

UN ANNO DI MARMELLATA

Da qualche giorno ” Marmellata di Pensieri” ha  compiuto un anno…di già…un traguardo inaspettato per me, eterna insoddisfatta  e ne sono contenta.

Blog di Primavera…secondo me non a caso… c’era la luce splendente tipica di questa stagione e il cielo azzurro e limpido che mi piace tanto e che si vede poco nella pianura.All’orizzonte a Nord il Monte Rosa imponente  e maestoso completamente innevato e si vedeva talmente bene che pareva di toccarlo mentre si respirava  nell’aria il profumo dei fiori….uh la Primavera frizzante e sonnacchiosa allo stesso tempo.

Anche oggi è una giornata simile dal punto di vista metereologico…una giornata che porta ispirazione e voglia di volare.

Perchè Meteora e Marmellata di Pensieri?..

Una meteora è un oggetto volante…che appare da un momento all’altro nel cielo e scompare  altrettanto improvvisamente senza avvisare….senza preavviso,senza pretese particolari.

La marmellata ha sapori, colori diversi e assume  forme svariate….come i pensieri e gli stati d’animo.

Ringrazio infinitamente tutti  quelli che anche una sola volta si sono soffermati sui miei post, i miei 84 followers  e tra questi tutti coloro che hanno apprezzato quello che ho scritto e che hanno commentato.

Vediamo il seguito….

 

Sorpresa!!

Inverno, freddo,il cielo bianchiccio come il fondo delle strade gelate, una giornata come tante ma iniziata in modo diverso, unico e irripetibile nella vita di poche persone.

Nella corsia grigia si respira odore di disinfettante e medicina ma ornamenti colorati di rosa e azzurro pendono  dalle porte da cui si affacciano due volti stanchi, tesi  mentre due anime incredule ed inebriate  di gioia ed euforia scaldano e  colorano tutt’intorno.

Infondo al corridoio dietro una parete di vetro un batuffolo, tenero,morbido e profumato, un cuorino ha cominciato a battere e un   novello Gesù bambino fuori stagione riposa in una culla già troppo piccola per contenere il miracolo del giorno.