Vita da condominio

A  vederlo da lontano e’ un mostro, un obbrobrio architettonico….e lo è di più da vicino ma non so se sia il caso di citare l’ architettura che è un ‘ arte e quel palazzo non è un prodotto artistico.Costruito forse seguendo criteri estetici degli  anni Sessanta, otto piani  si ergono minacciosi al di sopra tanto da far sembrare le villette vicine funghetti  intorno alla base di un albero.

Ma al di qua della  recinzione screpolata color verde bottiglia  si apre un microcosmo fatto di  una grande varietà di esseri umani, di tutte le razze e religioni.A qualsiasi  ora del giorno e della notte genti che entrano  ed escono silenziose.

Già prima del sorgere del sole spuntano le  luci accese  e si intravedono nei vialetti figure imbacuccate dirette verso l’uscita,seguono a breve distanza  studenti addormentati e frettolosi e poi i bambini che trascinano pesanti zaini colorati.

Le nonne aspettano i piccoli che arrivano accompagnati dai genitori,cani di ogni taglia trascinano i padroni, dalle finestre pendono  tappetti e lenzuola e instancabile la portinaia ramazza.

Quando la giornata lo permette, dopo il caffè del pomeriggio,un gruppo di casalighe  da decenni si ritrova all’ombra dei grandi pini per chiacchierare; abitudine d’altri tempi,romantica e talmente naturale da sembrare bizzarra.

Ed ecco che sul tardi il cortile si anima delle voci dei bambini di ritorno da scuola,le corse in bici, le partite di pallone.Negli angolini nascosti gruppi di ragazzine confabulano sedute in cerchio mentre lenta scorre la processione del rientro a casa tra saluti e sorrisi.

Al sabato è un continuo trafficare di borse della spesa per le scale  e ad ogni piano si respirano profumi diversi all’ora di pranzo. Durante le feste si incontrano volti sconosciuti, signore profumate in abiti eleganti che trasportano teglie ricolme di ogni bontà.

Ad ogni rumore, ad ogni evento ombre maldestre  nascoste dalle tende si affacciano curiose e impertinenti, nulla sfugge, nessuno rimane anonimo.

Alla sera pare un alveare, un brulichio nervoso  di luci e ombre in continuo movimento e di tanto in tanto  una musica araba un pò malinconica risuona nell’aria.

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19 thoughts on “Vita da condominio

  1. Met, ci sarebbero molte storie da raccontare abitando in un condominio. Semmai con gli occhi delle pareti, di un oggetto o affacciati a una finestra o seduti fuori al balcone di ogni appartamento. Tu, in parte, li hai colti in presa diretti e in movimento. Brava.

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  2. Bella la tua descrizione e che sento mia. Vivo in una sorta di “comprensorio” con quattro palazzine e quando mi affaccio, vedo scene ricorrenti nel mio cortile: la signora che da da mangiare ai gatti, i soliti anziani che fumano e chiacchierano insieme la sera, i bambini che tornano dal calcio… E’ come se, pur non vivendo con loro, mi sentissi partecipe della loro vita.

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