INCOGNITA

Era stato faticoso riconoscere la sua testa color argento in mezzo a tante teste dello stesso colore…ma  l’espressione di terrore del suo viso era inconfondibile..lì nella sala d’aspetto  dalle grandi finestre nel vecchio sanatorio costruito nei primi del ‘900.

Faceva tenerezza quell’espressione a metà tra il terrore e lo stordimento…l’ansia che traspariva da ogni centimetro del suo essere fisico e metafisico…faceva sorridere..perchè bastava un semplice pre-ricovero per scatenare panico e disperazione in lei… e un pò era irritante ma ci voleva pazienza, tanta pazienza.

Nervosa e tremante aveva attaccato bottone con tutti coloro che in quella mattina erano in coda per gli stessi accertamenti e da ciascuno aveva ricevuto parole  incoragginti.Condividevano gli stessi malanni in quel frangente.

Tante persone, tante vite e altrettante vicende anche tristi e difficili ma raccontate con la serenità di chi se ne è fatto una ragione di quel che ha vissuto o almeno dava la sensazione di averlo fatto in qualche momento della propria esistenza.

Una signora probabilmete sua coetanea ma con i capelli castani, vestita con abiti colorati ma non appariscenti si interrogava su come arrivare al mattino presto il giorno per l’intervento perchè abitava dall’altra parte della città e non aveva nessun familiare o amico che potesse accompagnarla.Non pareva disperata anzi occupata a cercare una soluzione.

Avevano chiacchierato e scoperto di condividere una condizione similare….essere sole, senza più il proprio compagno di vita.Come mai una delle due non era disperata pensando al passato oppure non si mostrava tale e l’altra dava la sensazione che tutto fosse capitato solo il giorno prima….

Il tempo era passato ma lei aveva scelto di rimanere lì, accampata, aggrappata a quel piccolo scoglio del suo passato da cui anche se aveva sofferto molto non voleva staccarsi.

Era tutto buio e triste per lei, solo silenzi e colori sbiaditi ma intorno c’era vita, c’era amore e c’erano sorrisi sinceri, parole e gesti di conforto e di amicizia ma a lei questo era indifferente.Aveva paura di afferrare le mani tese, di buttarsi in quel mare sconosciuto dove sapeva che non sarebbe annegata al contrario ci avrebbe trovato una nuova dimensione.

Temeva di tradire, di dimenticare? Ma chi ?Se stessa, la propria esistenza, il proprio passato e come sarebbe potuto accadere se portava tutto nel cuore.

Chissà se conosceva la risposta.

 

 

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8 thoughts on “INCOGNITA

  1. Una risposta si trova sempre, ripensarla invece non si smette mai, finché l’emozione e il dolore perdurano. Una risposta può diventare anche tormento e insoddisfazione. Poi insieme alla paura viene fuori anche la voglia e la gioia che ci spinge a vivere.

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  2. Bisogna sempre ripartire, le cose capitano innanzitutto per crescere. E crescere non si smette mai di farlo e viverlo. Anche perché crescere non viene dall’alato e quantunque fosse non è affatto meccanico. E la scrittura è un buon viatico.

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