L’ultima bugia

L’ultima bugia

Notte fonda…Mara è stanca ma non dorme, fissa il soffitto della camera illuminata dalla luce dei lampioni.  È inquieta quasi in agguato contro un nemico invisibile, capita spesso da quando Fil e’ sparito.Mentre insegue pensieri rilassanti il cellulare fischia. Un messaggio in piena notte.. un’amica sola? Un cliente impertinente ? Decide di sbirciare.. un messaggio vocale… non ascolta immediatamente e si gira dall’ altra parte.. poi ripensandoci, ascolta«Ciao mamma… sono Fil mi riconosci?» un fremito la scuote con violenza, lo stomaco si attorciglia, il cuore batte impazzito.Riprende il telefono che le era caduto di mano.

«Sono Fil!Lo so che è tardi ma scommetto che sei sveglia e stai fissando il soffitto, allora ascoltami, ti prego. Ti scrivo dal telefono di un’amica.. il mio l’ho venduto per soldi, mi servivano. Il tuo numero l’ho avuto dalla tua segretaria.L’hai cambiato dopo l’aggressione  nella piazzetta.

Ti guardavo mentre ti strattonavano e ti strappavano le borse, i bracciali, il telefono, il tuo portafoglio pieno di carte di credito… ero lì di fronte a te.. quel giorno, quel ragazzo con i capelli lunghi e sudici, la barba lunga e i vestiti sporchi! Ti fissavo ma tu non mi hai riconosciuto poi sono scappato. Ti osservo quando passi dai giardinetti mentre scruti con insistenza tutti i vagabondi che incroci. Quante volte mi sono nascosto!Mi dispiace per l’aggressione ma avevamo bisogno di soldi… Quando arrivi ad un certo stadio, devi farti.Se ti può consolare,ho picchiato i miei amici per quello che ti hanno fatto e per averglielo lasciato fare.

Sapevo che eri la preda perfetta, una miniera di soldi dal corpo di donna. Perdonami so che ti ho fatto del male ma ora ho capito e ho deciso di cambiare, voglio smettere.  Ho bisogno del tuo aiuto, non è uno scherzo,voglio smettere con questa vita. Lavorerò con te nel tuo studio come mi avevi proposto.. ricordi ? Imparerò un mestiere e porterò avanti l’attività come volevi tu. Sono stato ingenuo nel mollare tutto, ho tante opportunità di crescita e ho deciso che le cogliero’tutte. Ho fatto scelte improprie e dannose per la mia vita e la tua. Mi dispiace di averti delusa… anch’io come papà. Ero sicuro che avrei vissuto in modo più intenso,più vero senza il tuo aiuto ma mi sono accorto di essere solo capace di rubare e di ingannare il prossimo. Fidati di me!Dammi una possibilità! Posso uscirne ma  devi aiutarmi,devo farmi curare e credimi voglio guarire ma servono soldi per entrare in comunità. Ci vorrà un anno o due per ripulirmi e poi cambio vita. Mi aiuti? Dai!Vieni in via delle quattromura , 28 e suona il campanello 5 ti aspetto tra tre giorni. Vieni di pomeriggio”.

Scene confuse scorrono davanti agli occhi di Mara.

Guarda il soffitto e rivede quella faccia… la barba incolta, i capelli lunghi e unti…. lui! L’adorato figlio bello e disinvolto anche in pigiama, era lui! Non lo avevo capito…E ora? Credergli oppure  ignorarlo? Esiste quell’indirizzo? E se fosse un trucco per un’altra aggressione? Potrei farmi accompagnare,ma da chi?Sembra sincero e poi almeno potrei rivederlo.Quanto mi manca.

Messaggio per Vale «Devo parlarti! Urgentissimo!Prima possibile!» altro messaggio«Fil» messaggio letto.

«Ciao ! Sul serio?Sicura? Come ha avuto il tuo numero nuovo?»

«Vale!Sicura? La voce è la sua.Il numero? Ha chiamato in ufficio.Vuole cambiare,mi ha chiesto di vederci,ho un’indirizzo,mi accompagni?».

«Mara attenzione! Dove ? Quando? Vabbè vediamoci a pranzo».

Dopo una mattinata interminabile passata a riportare la mente nel qui e ora senza grandi risultati le due amiche tentano di pranzare in un  locale del centro.

«Sicura che vuoi andare?E se fosse un modo per estorcerti dei soldi…Ci ha provato spesso e tu ci sei caduta e poi sei stata male, te lo ricordi».

«Certo…ma mi è sembrato sincero, deciso…ascolta anche tu».

«Hai ragione…però la zona dove ti propone l’incontro è piuttosto mal famata.Ti accompagno!Mi farò prestare una macchina più anonima così non daremo nell’occhio e speriamo».

«Grazie Vale come farei senza di te?» «Saresti in balia di tutti i teppistelli che possono assomigliare a  Fil» e arrivano al caffè.Una piccola utilitaria ammaccata percorre un viale in uscita dalla città e si perde in una periferia triste e monotona. Una curva stretta..un vicolo, orti, giardini e al civico 28 una palazzina liberty con il cancello aperto. Campanello n. 5.. suona, suona e suona senza risultato.

Dall’interno del giardino spunta un’anziana signora «Non sono in casa.Questa mattina è arrivata l’ambulanza e ha portato via il ragazzo che stava male..però non è rientrato nessuno di loro» Mara rimane immobile .. il telefono squilla.. «Ospedale? Cosa? Quando?» Dall’ altra parte una voce pacata«Mi dispiace…  abbiamo fatto di tutto”.Respira… «Aar_ri_vo» poi «Vale… overdose.. aveva detto”Voglio smettere!” mi ha mentito ancora» e cade in ginocchio.

Ovviamente ho inventato tutto.

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