Esplosione muta

Si era arrampicata sui vetri, sugli specchi, su ogni superficie  possibile  pur di andare avanti, pur di cercare il lato positivo anche se piccolo , microscopico e non sempre percepibile ma quella frase detta come  una banalità , l’ennesima prepotenza, l’ennesimo atto di tracontanza, un altro masso che crollava sulla schiena, sulla testa senza possibilità di scansarlo.

Subito la rabbia iniziò a salire da ogni cellulula del suo corpo,i capelli oscillavano, le braccia tremavano e urlava  in silenzio con tutta la forza che non pensava di avere dicendo:” BASTA!! Io non accetto più, è troppo, deve finire!”

Muri di acciaio sorsero dal nulla e si posero tra loro per distruggere ogni tipo di comunicazione per difesa e offesa da una situazione di vita che non voleva più.

La muta rabbia fece il deserto di tutto quel che c’era intorno, senza distinzione tra gioia e dolore, niente, niente rimase.

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FUORI DALLA GABBIA

Un giorno nell’allevamento un furgone vuoto.

Nella stalla gli animali dormivano e sussultarono al rombo del  motore che parve loro un rumore infernale.Ce n’erano tanti di suoni nella stalla moderna: il mostro che portava il cibo, l’acqua oppure la sbarra per la paglia pulita e ancora urla  quando qualcuno veniva portato via chissà dove e non tornava più. All’inizio se lo chiedevano tutti con terrore ma poi nessuno ci pensava e tutto ritornava come prima.

Il sole si vedeva appena dalle finestre e solo qualche volta si poteva uscire fuori e sentire  l’aria,la luce, il caldo e il freddo ma di tanto in tanto rientrando qualcuno mancava senza motivo o meglio nessuno conosceva il perchè delle sparizioni.

All’improvviso  una forza sconosciuta, un ‘onda invisibile spinse, schiacciò e obbligò un grosso gruppo a camminare  in direzioni diverse contro la propria  volontà  fino all’entrata di un buco, uno spazietto  opprimente e stretto, dove era possibile assumere una sola posizione.

“Non camminare, non  girarsi, solo in piedi o a terra,no acqua,no cibo, muso contro muso,zampa contro zampa”.

E urla e urla e grida e cerca  una via d’uscita con la testa ,con la zampa,con il corpo ma  lo spazietto  si mosse sotto le zampe “Ahha che succede?!” E sali’e poi si fermò con un tonfo e poi più niente,rumori,rumori e strepiti disperati  di animali e sopra c’era qualcuno e sotto c’era qualcuno e da una parte c’era qualcuno e anche dall’altra e ancora e ancora, panico, paura,terrore. “Tutto si muove, non si respira, non si cammina,non si mangia,non si beve, solo paura.La luce soltanto e tanti rumori poi un fischio acuto e tutto precipitò, si rotolava, si cadeva, si volava , sisssi si volava e qualcuno atterro’e la gabbia si ruppe e si fuggì….ancora rumori, ancora luce e niente sbarre….allora via ,via  di qui!! Dove? Che importava??? Qualcuno si schianto’ terrorizzato contro oggetti giganteschi mai visti, qualcuno invece era a terra dolorante, sanguinante, agonizzante e non sapeva  perchè, solo paura…

 

Post invernale

Gennaio è andato…Uh che peso!Sarà il freddo, le giornate corte ma io lo trovo un mese pesantissimo, infinitamente lungo.

Mi piacciono i cieli limpidi, spazzati dal vento di gennaio,adoro i tramonti sulla campagna scura.

Due mondi, quello di sotto illuminato dai lampioni e dalle luci delle finestre e quello di sopra con tutte le sfumature del rosso, del rosa e dell’arancione e sullo sfondo la sagoma nera e nitida delle Alpi.Due pianeti diversi,separati e inconciliabili.

E le notti  stellate?da osservare per ore al freddo al gelo.

Ma la nebbia e il cielo grigio piombo schiacciano al suolo ogni desiderio di volare.

Manca l’aria e  si  ci si sente piccoli e insignificanti.

Ma le giornate si allungano,sonnacchiose e l’inverno mostrerà le sorprese che nasconde nel cilindro.

Cose di carta

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Immagine da Pixabar

 

Non aveva vissuto in quella casa, non era un luogo suo ma ne era sporadica frequentatrice e nonostante ciò le tra le mura sconosciute, tra i mobili che avevano viaggiato per diverse camere, spuntavano di tanto in tanto inaspettati ricordi del passato, della famiglia, dell’adolescenza.

La cameretta era l’angolo meno asettico e impersonale dell’abitazione  e dunque il più interessante e vivo, traboccante di colori, fotografie, due esemplari  di CiccoBello appartenenti ad epoche differenti, adagiati su una sedia abilmente nascosta dall’armadio.La libreria colma di vecchi testi scolastici,diari,romanzi mai letti dalla copertina immacolata accanto a libri vissutissimi e sbiaditi e  lì su un ripiano si faceva notare, sporgendo appena,appena  il bordo di un cartoncino verde ormai molto pallido.

Pareva sofferente e quasi in procinto di soffocare, schiacciato dai sopravvisuti agli ultimi traslochi e alle pulizie stagionali. Incuriosita lo sfilò dal mucchio polveroso e sul lato giallastro comparve un pinguino in tight dall’espressione sorridente che la fissava da un monocolo …scendendo con lo sguardo…una firma scarabocchiata sulla gamba del simpatico personaggio.

Conosceva perfettamente sia  l’artista sia  l’opera e rimase sorpresa nel ritrovarla proprio lì . Sulla strada dei ricordi si aprì una pista che la riportava ad un lontano periodo,una dimensione dimenticata, una parentesi felice, inconsapevole e spensierata ormai chiusa per sempre.Dunque?Che fare di quel ritovamento?Rimettere tutto al proprio posto e archiviare l’episodio piacevole appena rispolverato perchè evocava una felicità perduta oppure considerare il lato positivo e mostrare il reperto a chi non ne era mai stato a conoscenza?

Il buffo personaggio venne prelevato e posto in tutto il suo splendore in altri luoghi dove ad oggi viene ammirato per quello che è e per quello che l’autore volle rappresentare.

Post ispirato a “Note di carta” in  WebNauta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Blogger Recognition Award

Ciao a tutti i lettori casuali e non di Marmellata

Le regole

  1. Ringraziare il blogger che ti ha nominato e inserire il link al suo Blog
  2. Scrivere un post per mostrare il proprio riconoscimento
  3. Raccontare la nascita del proprio Blog
  4. Dare consigli ai nuovi blogger
  5. Nominare altri 15 blogger ai quali vuoi passare il segno di riconoscimento
  6. Commentare sul Blog di chi ti ha nominato e fornirgli il link al tuo articolo (anche sulla pagina Fb)

 

RINGRAZIAMENTI

Ringrazio tanto, tantissimo le due persone che mi hanno nominato Baylee con il suo Blog La siepe di more e  Mimì con il suo Blog Take a book ande drink a coffee with me  mi scuso per avere risposto dopo tanto tempo ma sono stata fagocitata dalla routine quotidiana.

NASCITA DI MARMELLATA

Marmellata di pensieri nasce per gioco, per curiosità dopo avere seguito diversi blog che mi appassionavano e avere letto parecchi articoli sul blogging e sulla figura del blogger.Ammetto che tanta teoria mi aveva scoraggiata…ma alla fine ho deciso di buttarmi poi adoro scrivere lo faccio dappertutto e dissemino foglietti nelle borse, nelle tasche e il blog è un modo di raccoglierli e se ci sono lettori tanto meglio.

CONSIGLI

Non amo dare consigli ma la regola me lo impone per cui ciò che posso consigliare partendo dalla mia piccola esperienza personale è di essere se stessi e di mettere se stessi in quello che si scrive indipendentemente dall’argomento e non ultimo fate ciò che fa vi fa stare bene, ciò che sentitite veramente.

NOMINE?????

Ahh 15 Blog??Sono tanti lascio fare a voi inoltre la piattafoma negli ultimi mesi non mi permette più di seguire i blog che incontro se ci fosse qualcuno in grado di spiegarmi perchè…lo ringrazio da ora.

Vi abbraccio!!!!!

 

A come agosto

Che strano mese agosto..tanto desiderato e altrettanto odiato;

Carico di aspettative,di sogni ma ingannatore e portatore di delusioni di tragedie e brutti ricordi;

Promette avvincenti avventure, giorni felici ed è sincero con qualche fortunato;

Si porta via l’ ultimo strascico d’ estate,le giornate più corte, i giochi e le risate ma anche la fatica di chi non è in vacanza e non lo sarà o attende l’ occasione di fuga dalla​ solita routine;

Chi lascia i propri cari e i propri amori per tornare ad una vita diversa e lontana.

I lunghi e noiosi pomeriggi di sole nella vecchia casa dei nonni ormai vuota da anni.

Antichi rumori, vecchi oggetti polverosi e il silenzio di un passato che non tornerà.

INCOGNITA

Era stato faticoso riconoscere la sua testa color argento in mezzo a tante teste dello stesso colore…ma  l’espressione di terrore del suo viso era inconfondibile..lì nella sala d’aspetto  dalle grandi finestre nel vecchio sanatorio costruito nei primi del ‘900.

Faceva tenerezza quell’espressione a metà tra il terrore e lo stordimento…l’ansia che traspariva da ogni centimetro del suo essere fisico e metafisico…faceva sorridere..perchè bastava un semplice pre-ricovero per scatenare panico e disperazione in lei… e un pò era irritante ma ci voleva pazienza, tanta pazienza.

Nervosa e tremante aveva attaccato bottone con tutti coloro che in quella mattina erano in coda per gli stessi accertamenti e da ciascuno aveva ricevuto parole  incoragginti.Condividevano gli stessi malanni in quel frangente.

Tante persone, tante vite e altrettante vicende anche tristi e difficili ma raccontate con la serenità di chi se ne è fatto una ragione di quel che ha vissuto o almeno dava la sensazione di averlo fatto in qualche momento della propria esistenza.

Una signora probabilmete sua coetanea ma con i capelli castani, vestita con abiti colorati ma non appariscenti si interrogava su come arrivare al mattino presto il giorno per l’intervento perchè abitava dall’altra parte della città e non aveva nessun familiare o amico che potesse accompagnarla.Non pareva disperata anzi occupata a cercare una soluzione.

Avevano chiacchierato e scoperto di condividere una condizione similare….essere sole, senza più il proprio compagno di vita.Come mai una delle due non era disperata pensando al passato oppure non si mostrava tale e l’altra dava la sensazione che tutto fosse capitato solo il giorno prima….

Il tempo era passato ma lei aveva scelto di rimanere lì, accampata, aggrappata a quel piccolo scoglio del suo passato da cui anche se aveva sofferto molto non voleva staccarsi.

Era tutto buio e triste per lei, solo silenzi e colori sbiaditi ma intorno c’era vita, c’era amore e c’erano sorrisi sinceri, parole e gesti di conforto e di amicizia ma a lei questo era indifferente.Aveva paura di afferrare le mani tese, di buttarsi in quel mare sconosciuto dove sapeva che non sarebbe annegata al contrario ci avrebbe trovato una nuova dimensione.

Temeva di tradire, di dimenticare? Ma chi ?Se stessa, la propria esistenza, il proprio passato e come sarebbe potuto accadere se portava tutto nel cuore.

Chissà se conosceva la risposta.

 

 

Cuore di mamma..

La scuola è finita…! Orde di studenti affollano le pizzerie,le gelaterie in un delirio totale ma bellissimo, si respira tanta euforia,tanta energia….pero’ che invidia ….Al solo pensiero delle vacanze….

Vacanze? No, non per tutti, qualcuno continuerà a studiare,per te ci sono gli esami di terza media.

Un traguardo importante nella tua vita,il primo esame vero, la porta dell’ adolescenza con i suoi eccessi,i sogni,le speranze,le paure, gli errori ma sappi che io ti accompagnerò in questo tuo viaggio e ti starò vicino qualunque cosa succeda.

Sono sicura che riuscirai ad affrontare il futuro con grande coraggio e determinazione infondo sei un’ entusiasta della vita e riesci sempre a trovare il lato positivo…mia amata stellina.

 

 

QUALCOSA MANCA

Da alcuni giorni aveva perso il sorriso ..strano  forse era ammalata e pensandoci qualche volta si era messa in malattia.Pallida, triste con una voce mesta e lo sguardo velato da un’ombra nonostante il trucco vivace.Eppure era un buon periodo, pareva che stesse succedendo qualcosa di speciale nella sua esistenza.

Era stato categorico, un “No”, un muro di cemento.Usciva da un divorzio e lei lo sapeva,sapeva bene che non era possibile non ora.

A casa non dovevano neppure sospettare perchè a sua madre aveva detto che era tutto finito da mesi tra loro e lei aveva accolto la notizia con sollievo perchè non aveva mai approvato il loro rapporto.Lui non era fatto per sua figlia, troppo vecchio e con un vissuto alle spalle piuttosto complicato.

Cosa fare allora? un ‘ unica soluzione parve possibile…per cui  per togliersi d’impiccio….le era stata prospettata una sola via d’uscita che doveva percorrere da sola e di sua spontanea volontà.Una giornata e tutto sarebbe ritornato come prima, semplice, facile per lui,per la famiglia e per lei?Certamente nessuno l’avrebbe saputo a chi poteva importare?Era un fatto personale, solo suo…era lei a dovere agire.Lui aveva fatto la sua scelta e avrebbe continuato ad esserci.

Il sole sbucava appena dalle nuvole e lei già saliva le scale,ascensore, reparto, sala d’aspetto.Niente domande, solo l’infermiera la accompagnò nella camera spiegando ciò che doveva fare.Poteva ancora scappare, rifiutarsi uscire di lì…chi l’avrebbe rincorsa o rimproverata…Scelta libera, libero arbitrio, libertà,insieme a lui come prima.

L’aveva promesso….avrebbe risolto il loro problema e poteva farlo solo lei…doveva rimanere altrimenti l’avrebbe deluso e rovinato tutto e…mamma?Come avrebbe reagito?No, rimase lì.

Al risveglio era di nuovo nella stessa stanza,con la stessa infermiera ma qualcosa le mancava….c’era lui accanto che le sorrideva, ora sorrideva, ora il problema era risolto.

 

Mi sono ispirata per questo storia ad un post del blog Idee del cuore e mi è uscito questo racconto,crudele ma credo molto vicino alla realtà.Volevo solo rappresentare la solitudine della scelta in una situazione limite.

 

 

 

 

 

LIEBSTER AWARD 2017