PARALLELAMENTE

Due rette¬† sono parallalele se prolungate all’infinito non si incontrano mai…anche se vanno nella stessa direzione.

Noi siamo rette parallele, vite parallele anche opposte ma non ci incontriamo mai,mai.

Non c’era bisogno della geometria per capirlo per√≤ √® una conferma,inutile.

Eppure anche i binari del treno sono paralleli e viaggiano all’infinito¬† e non si incontrano mai ma stanno sempre insieme.

Per noi non √® cos√¨, c’√® spazio, un ostacolo invisibile¬† forse un muro tra noi.

Un muro che non si vede ma c’√® sempre , c’√® sempre ma non si pu√≤ menzionare.

Dove andiamo? No, non c’√® una meta comune ma ognuno persegue i propri¬† personali traguardi e non √® come i binari che arrivano nello stesso posto e¬† insieme ripartono.

Io¬† qua e tu l√† oppure al contraio e all’infinito……

Memorie

 

IN MEMORIA.
Locvizza il 30 settembre 1916.

Si chiamava
Moammed Sceab

Discendente
di emiri di nomadi
suicida
perch√© non aveva pi√Ļ
Patria
Amò la Francia
e mutò nome

Fu Marcel
ma non era Francese
e non sapeva pi√Ļ
vivere
nella tenda dei suoi
dove si ascolta la cantilena
del Corano
gustando un cè

E non sapeva
sciogliere
il canto
del suo abbandono

L’ho accompagnato
insieme alla padrona dell’albergo
dove abitavamo
a Parigi
dal numero 5 della rue des Carmes
appassito vicolo in discesa.

Riposa
nel camposanto d’Ivry
sobborgo che pare
sempre
in una giornata
di una
decomposta fiera

E forse io solo
so ancora
che visse 

Giuseppe Ungaretti da ‘L’Allegria’

Chi non ricorda questa poesia così legata ai banchi di scuola, agli esami di maturità? Eppure risentedola mi è sembrata in alcune sue parti tanto attuale, tanto vicina alla nostra quotidianità.

Poesia per sradicati …per¬† chi √® costretto ad allontanarsi dal luogo di origine a causa della¬† guerra, della povert√†, di calamit√† naturali. ¬† Migliaia di persone oggi vivono questo dramma¬† che spesso ha un epilogo drammatico ¬†nell’oblio e nell’indifferenza, nell’odio. Lasciano la propria terra, la famiglia , le ¬†abitudini per cercare un p√≤ di sicurezza, di pace, di libert√† per se stessi e per i propri figli, un futuro migliore e invece spesso trovano muri e filo spinato o il fondo del mare.

Sono  parole  di un  migrante verso un altro  migrante, parole di comprensione e gesti di fratellanza,di rispetto, di solidarietà e amicizia  verso chi ha visto infranti i propri sogni in terra straniera o anche nel proprio paese perché dimenticato e non capito,non adatto al vivere della comunità.

Parole che si sentono sempre pi√Ļ raramente ma ¬†hanno ancora valore.

Buio improvviso

Oggi il cielo √® limpido come se fosse Primavera,solo il giallo e il rosso delle foglie sugli alberi tradiscono l’ illusione regalata dal sole caldo ma tu non vedrai pi√Ļ tutto questo n√© sentirai l’ aria pungente di Novembre e le tue bambine non vedranno il tuo volto alla sera n√© tu il loro sorriso.

Un vuoto impossibile da colmare, un dolore senza conforto.

Non si  può  descrivere oltre ..

 

La buona pianta

A metà settembre si sono tenuti a Milano alcuni concerti e spettacoli sul mondo vegetale diventato ormai uno  sconosciuto per gli uomini di questo secolo. Gli eventi si sono svolti in tre giornate in cui si alternavano,artisti, giornalisti  e scienziati e altri personaggi noti che hanno provato a raccontare le piante.

Tra questi ho ¬†assistito ¬†allo spettacolo “Botanica” un progetto musicale ideato da Deproducers e lo scienziato Stefano Mancuso.

Una lezione affascinante per spiegare le piante; qual’√® il loro ruolo sul pianeta, l’importanza che hanno per la vita,il loro modo di percepire,comunicare, la loro organizzazione ‘sociale’.Il tutto raccontato anzi ¬†recitato con la musica dei Deproducers e una infinita serie di immagini esplicative dei concetti che venivano via via descritti dalle parole.Lo spettatore ¬†era ¬†letteralmente immerso attraverso udito e vista in mondo complesso e del tutto sconosciuto.

Si sono viste le piante mentre ¬†cercavano ¬†la luce,evitavano gli ostacoli nel terreno,si arrampicavano su i sostegni senza invadere lo spazio delle vicine, rispettandosi tra loro. Le piante non hanno un’organizzazione centrista ma le singole parti sono indipendenti tra loro e questo permette ad una pianta di sopravvivere se ne deteriora una parte. Inoltre le piante sono tra i pochissimi esseri in grado di ¬†vivere milioni di anni naturalmente se ci sono le condizioni da qui la necessit√† di averne cura e l’esigenza di costruire una cultura delle piante per salvaguardarle a vantaggio del pianeta.

Tutto questo √® stato raccontato dallo scienziato¬†Stefano Mancuso che ¬†insegna all’Universit√† di Firenze ed √® ¬†direttore del LINV (Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale) autore di numerose opere sulle piante tra cui “Verde Brillante”anche sul web si trovano numerose le sue lezioni sulle piante.

Vale la pena curiosare….

 

 

Passato Perduto

Per quell’estate aveva deciso di trascorrere un p√≤ di tempo con la famiglia nella vecchia casa dei nonni,al paese, poi sarebbero partiti per il mare.Ci ritornava¬†raramente da quando non ci abitava pi√Ļ nessuno e si tratteneva per poco tempo…ormai era diventata una seconda casa, un lusso, un bene non indispensabile ma non aveva mai avuto il coraggio di venderla.Con che cuore ¬†vendere il passato dei genitori, il ricordo delle sue vacanze da bambina, il luogo dove affondavano le radici di almeno tre generazioni?Entrare dalla porta della casa nel vicolo al n. 8 ¬†era ¬†sempre stato un tuffo in un’altra dimensione:la grande cucina con il camino e la parete con i piatti appesi,la sala ¬†da pranzo dove c’erano la televisione e la cristalliera da guardare solo da lontano;i soprammobili decisamente retr√≤ e una quantit√† industriale di oggetti curiosi,ancora il salotto con le poltrone di finta-pelle color mattone accostate alla scrivania ¬†di noce in stile anni ’30, unico pezzo superstite dell’arredamento originario.

C’erano dei progetti su quella casa…per esempio ¬†ridipingere le pareti con colori pi√Ļ allegri e spostare qualche mobile e mettere delle tende colorate per cambiare l’atmosfera un p√≤ severa e malinconica che ormai ¬† regnava tra quelle mura.

L’anno successivo sarebbe ¬†ritornata armata di tutto ¬†l’occorrente e con queste ferme intenzioni ripart√¨ ¬†per il mare con la ¬†famigliola.

In una mattina ¬† qualunque ¬†della sua vacanza ¬†a ¬†colazione all’improvviso ¬†la radio ¬† diede la notizia “terremoto” …l√¨ proprio ¬†al paese dei nonni!Nessuno dei parenti rispose alle sue telefonate cos√¨ decise di tornare.

Dopo un viaggio interminabile tra mille deviazioni raggiunse la meta, arriv√≤ nei punti dove erano allestiti i soccorsi e riusc√¨ finalmente ad incontrare alcuni pareti ancora atterriti dall’evento ma salvi.In parte sollevata dal rivedere ¬†visi familiari si diresse nonostante i divieti verso il vicolo,verso la casa!

Appena era rimasta traccia della strada principale poi l√¨ dietro il muro della bottega dove le case erano tutte appiccicate al posto delle finestre con i vasi di basilico sui davanzali trov√≤ solo muri squarciati, pareti divelte e polvere.Facendo zig-zag tra le macerie cerc√≤ il n. 8 ma si ferm√≤ un paio di ingressi pi√Ļ avanti¬†perch√® di quella casa che lei stava cercando ne era rimasto in piedi solo il muro della facciata.In pochi minuti era scomparsa l’intera storia ¬†di una famiglia e lei ne era rimasta l’unica custode, l’unica che avrebbe ricordato la quotidianit√† di un passato sparito per sempre.

Rimase ancora al paese ad aiutare chi voleva ricominciare, sapeva che la vecchia casa non sarebbe stata pi√Ļ ricostruita, le era rimasta solo una tazzina sbeccata che aveva trovato tra le macerie.

 

 

La fine del tedio

Tra solo ¬†settantadue ore circa finir√† il mio ‘mese della solitudine’ e infatti sono inquieta.

Ogni ¬†cosa torner√† al suo posto,idealmente perch√© nella vita reale regneranno caos e disordine ma io ne sar√≤ felice perch√© vivo di questo.Casualita’ e ¬†disordine ¬†rendono l’ esistenza ¬†mobile e viva.

Ritroverò il senso delle mie scelte e delle mie azioni e non avrò il tempo di pensare ai miei guai.

La mia stellina ritornerà dopo un mese di vacanze  interessati  e finalmente rivedrò i suoi occhi sorridenti e porterà il suo abituale entusiasmo per la vita.

Fine della noia, del tedio pi√Ļ profondo,del silenzio lungo settimane.

Anche il divano,i mobili si preparano all’evento come se ¬†ci fosse una griglia di partenza invisibile.

√ą tornato il temporale da ieri sera,segnale inequivocabile che precede il suo arrivo.

 

 

Mai titolo fu pi√Ļ azzeccato

la-guerra-dei-roses
‘Scena dal film’

 

Avevo sentito parlare molto del film “La Guerra dei Roses” ma non l’avevo mai visto fino a qualche tempo fa. Bello davvero, interpretato molto bene e quanto mai fedele alla realt√†…purtroppo.

Nel film gli attori Micael Douglas e Kathleen Turner sono i coniugi Roses e Danny De Vito il loro amico avvocato che tentò invano di farli confrontare civilmente.

Nella vita l’amore √® bello finch√® dura..finche c’√®¬† e poi quando finisce …cosa rimane?

Ci penso un p√≤: dovrebbero rimanere i bei momenti, i bei ricordi invece scompare la stima e inizia un confronto devastante tra i due partner, cresce il disprezzo per ogni aspetto dell’esistenza dell’altro.Trova terreno fertile il desiderio ¬†di umiliare il o la quasi ex di annientarlo, di cancellarlo.

Nel film tutto questo √® rappresentato benissimo,dispetti crudeli e gratuiti da entrambe le parti fino alla devastazione della casa, una splendida casa a cui entrambi non volevano rinunciare. Una guerra domestica in cui viene cencellato tutto quello che era stato fatto insieme e quello che c’ era stato di bello e di positivo tra loro.

Nonostante amici e parenti cerchino di farli ragionare civilmente i due arrivano all’eliminazione fisica di entrambi…epilogo democratico anche se non √® un esempio di civilt√†.

Mi sono rivista¬† da lontano, alcuni aspetti li avevo rimossi per√≤ nella vita succede cos√¨…la delusione,il dolore e la voglia di vendetta che rasenta la cancellazione di chi tra i due ha aperto¬† la porta per andare via.

La litania delle recriminazioni, le pugnalate alla¬† schiena, l’odio talmente profondo che si poteva toccare con mano, il sospetto. Ero un’intrusa indegna di rimare in quella situazione e sarei dovuta essere giustiziata nel modo pi√Ļ crudele che potesse esistere, per me solo disprezzo, nessun diritto. Meglio fingere?Meglio fare il ¬†gioco della famigliola felice?Tanto ormai siamo sposati..No, non era per me.

Ho capito!Era una vita¬† falsa¬† e fino a quando ho accettato di fare la principessa nel castello tutto andava bene ma poi per avere osato dire ” Tutto qui? Solo un castello dorato?No non √® quello che voglio, scelgo altro” ¬†sono stata cacciata addirittura fuori dalle stalle..dietro il cancello accompagnata da urla imbarazzanti.

I miei vestiti nei sacchi della spazzatura, quanti libri persi, quanti oggetti nella spazzatura ma se avessi pensato a tutto questo non sarei potuta andare via.

Si poteva fare meglio?Si potevano usare altri atteggiamenti? Certamente ma in  quel periodo non mi è stato possibile nonstante i miei notevoli sforzi.Non volevo la guerra ma ho dovuto combattere per difendermi e per fare quello che sentivo.

Mi pareva un incubo ma √® finito e ora mi guardo indietro e solo mi dispiace di queste energie sprecate per devastare se stessi e quel che c’era di buono ma solo dopo tanto tempo sono giunta a questa conclusione …finalmente.

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