VISIONI ESISTENZIALI DI ANIME DI FORME DIVERSE

VISIONI ESISTENZIALI DI ANIME DI FORME DIVERSE

Due ex visti da fuori…

Io rotonda e tu quadrato….strana coppia.

Tu spigoloso e metodico, programmatore anche dell’ultimo secondo della giornata,impossibile rimanere in ozio, ogni particolare, ogni minuzia è sotto controllo niente è lasciato al caso anche la serenità e la gioia sono in programma ..anzi sono  previste.

E l’imprevisto?Cos’è per te?Ciò che non vuoi, non vorresti o hai eliminato a priori dalla tua tabella esistenziale e quando capita ecco l’imbarazzo, la stizza per il non previsto che guasta lo splendido piano del momento.

In vacanza sono contemplati solo svago e divertimento e possibilmente il sole, in caso contrario equipaggiamento d’emergenza ombrello e impermeabile, museo o cinema.Nulla sfugge al controllo.

E quando vacanza non è?Che fai? Si prevedono lunghe e noiose giornate di lavoro all’interno delle quali saranno previste rigorose pause caffè nei tempi concessi, pranzi rapidi, resoconti pomeridiani anche oltre l’orario d’uscita.

Gestire,gestire ogni secondo, ogni attimo deve’essere produttivo.Che ansia…

Aggredisci il problema, lo razionalizzi, lo distruggi, trovi sempre la soluzione più diretta ..si!  Lo schiaccia sassi, se non si sposta peggio per lui.La meta è la tua.

Tu o lui? Che domanda …tu!!!

E io rotolo….tra un trabocchetto e l’altro e vado a zig- zag nella vita:dove posso aggirare, aggiro altrimenti ci sbatto contro e mi faccio male fino a quando non trovo un’altra strada dove ruzzolare nuovamente.

Vado a destra, a sinistra oppure mi rigiro nello stesso punto ma mi libero, mi slego dai ‘si deve’ e da certi principi che sento stretti.

Non programmo e mi ritrovo senza biglietti davanti alla mostra del mio pittore preferito sospirando e sperando nel mio turno dopo un pomeriggio in coda ma se ne vale pena?Perchè non dovrei?

Il rigore, la puntualità..non fanno per me, non mi ci muovo, ho bisogno di spazio, di respirare.

Ci devo ritornare sui dubbi, sulle possibiltà ma poi si parte e non torno più.

Imprevedibile e imprevisto sono spesso la mia speranza e il mio timore ma movimentano le giornate.

Arrivo dove devo attraverso percorsi tortuosi e in salita durante i quali ho riflettuto e confrontato situazioni, persone e ho pure imparato.

Uso in modo costruttivo la mia creatività inventando strade alternative e soluzioni meno convenzionali per vivere meglio che posso, per non sbriciolarmi se esco dalle righe dei sentieri obbligati lastricati di certezze.

Troppo stretto per me e troppo  rischioso per te il cammino insieme.

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INCOGNITA

INCOGNITA

Era stato faticoso riconoscere la sua testa color argento in mezzo a tante teste dello stesso colore…ma  l’espressione di terrore del suo viso era inconfondibile..lì nella sala d’aspetto  dalle grandi finestre nel vecchio sanatorio costruito nei primi del ‘900.

Faceva tenerezza quell’espressione a metà tra il terrore e lo stordimento…l’ansia che traspariva da ogni centimetro del suo essere fisico e metafisico…faceva sorridere..perchè bastava un semplice pre-ricovero per scatenare panico e disperazione in lei… e un pò era irritante ma ci voleva pazienza, tanta pazienza.

Nervosa e tremante aveva attaccato bottone con tutti coloro che in quella mattina erano in coda per gli stessi accertamenti e da ciascuno aveva ricevuto parole  incoragginti.Condividevano gli stessi malanni in quel frangente.

Tante persone, tante vite e altrettante vicende anche tristi e difficili ma raccontate con la serenità di chi se ne è fatto una ragione di quel che ha vissuto o almeno dava la sensazione di averlo fatto in qualche momento della propria esistenza.

Una signora probabilmete sua coetanea ma con i capelli castani, vestita con abiti colorati ma non appariscenti si interrogava su come arrivare al mattino presto il giorno per l’intervento perchè abitava dall’altra parte della città e non aveva nessun familiare o amico che potesse accompagnarla.Non pareva disperata anzi occupata a cercare una soluzione.

Avevano chiacchierato e scoperto di condividere una condizione similare….essere sole, senza più il proprio compagno di vita.Come mai una delle due non era disperata pensando al passato oppure non si mostrava tale e l’altra dava la sensazione che tutto fosse capitato solo il giorno prima….

Il tempo era passato ma lei aveva scelto di rimanere lì, accampata, aggrappata a quel piccolo scoglio del suo passato da cui anche se aveva sofferto molto non voleva staccarsi.

Era tutto buio e triste per lei, solo silenzi e colori sbiaditi ma intorno c’era vita, c’era amore e c’erano sorrisi sinceri, parole e gesti di conforto e di amicizia ma a lei questo era indifferente.Aveva paura di afferrare le mani tese, di buttarsi in quel mare sconosciuto dove sapeva che non sarebbe annegata al contrario ci avrebbe trovato una nuova dimensione.

Temeva di tradire, di dimenticare? Ma chi ?Se stessa, la propria esistenza, il proprio passato e come sarebbe potuto accadere se portava tutto nel cuore.

Chissà se conosceva la risposta.