SOTTO L’OMBRELLO

SOTTO L’OMBRELLO

No! Tutto tranne quella parola…Eppure trasudava da ogni angolo del quartiere ma nessuno osava pronunciarla.Piovigginava dalla mattina e il grigio delle nuvole aveva tolto  la luce e forse anche la vitalità alla piazzetta poco distante dal molo, dove l’unica voce che risuonava era quella del venditore zoppo che si trascinava con la speranza di potere guadagnare qualche spicciolo dalla vendita delle sue chincaglierie.

Murakami e la sua pacifica spiaggia, il mare appena increspato dal vento parevano essere paralizzate, un paesaggio senza sonoro mentre la vita riprendeva il suo corso.I turisti passeggiavano tranquilli lungo la banchina, nel bar  vecchietti seduti ai tavoli appoggiati alla vetrata chiacchiaeravano tra loro sorseggiando il tè e  volgendo a tratti lo sguardo in direzione di un vicolo,quello più nascosto della piazza, il meno soleggiato,il meno frequentato.All’angolo  era rimasto a terra un ombrello aperto che ancora riparava dalla pioggia quei pochi centimetri di strada dove tutto si era compiuto.

 
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