Micro pensiero numero quattro

Micro pensiero numero quattro

Che fare con un cassetto?Qualcuno ci mette i sogni  e ci rimangono per anni e anni.

A volte un cassetto si apre appena, appena si sbircia dentro con un ‘occhio solo magari con un pò di emozione e poi si richiude di colpo e ci si allontana.

Poi un giorno di punto in bianco il cassetto si apre completamente e spuntano i sogni, belli, colorati, pieni di vita e ancora realizzabili e si realizzano e ci rendono felici.

Ho scoperto curiosando nel web che qualcuno nel cassetto ci mette le sofferenze passate e le lascia lì, non dimentica ma  mette da parte per fare spazio a nuove possibilità.

Bella idea!Piuttosto utile e costruttiva, da sperimentare.

Ringrazio Barbara Businaro di webnauta per avere condiviso questa riflessione sul blog.

Partenze in salita

 

 

 

Cose di carta

Cose di carta

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Immagine da Pixabar

 

Non aveva vissuto in quella casa, non era un luogo suo ma ne era sporadica frequentatrice e nonostante ciò le tra le mura sconosciute, tra i mobili che avevano viaggiato per diverse camere, spuntavano di tanto in tanto inaspettati ricordi del passato, della famiglia, dell’adolescenza.

La cameretta era l’angolo meno asettico e impersonale dell’abitazione  e dunque il più interessante e vivo, traboccante di colori, fotografie, due esemplari  di CiccoBello appartenenti ad epoche differenti, adagiati su una sedia abilmente nascosta dall’armadio.La libreria colma di vecchi testi scolastici,diari,romanzi mai letti dalla copertina immacolata accanto a libri vissutissimi e sbiaditi e  lì su un ripiano si faceva notare, sporgendo appena,appena  il bordo di un cartoncino verde ormai molto pallido.

Pareva sofferente e quasi in procinto di soffocare, schiacciato dai sopravvisuti agli ultimi traslochi e alle pulizie stagionali. Incuriosita lo sfilò dal mucchio polveroso e sul lato giallastro comparve un pinguino in tight dall’espressione sorridente che la fissava da un monocolo …scendendo con lo sguardo…una firma scarabocchiata sulla gamba del simpatico personaggio.

Conosceva perfettamente sia  l’artista sia  l’opera e rimase sorpresa nel ritrovarla proprio lì . Sulla strada dei ricordi si aprì una pista che la riportava ad un lontano periodo,una dimensione dimenticata, una parentesi felice, inconsapevole e spensierata ormai chiusa per sempre.Dunque?Che fare di quel ritovamento?Rimettere tutto al proprio posto e archiviare l’episodio piacevole appena rispolverato perchè evocava una felicità perduta oppure considerare il lato positivo e mostrare il reperto a chi non ne era mai stato a conoscenza?

Il buffo personaggio venne prelevato e posto in tutto il suo splendore in altri luoghi dove ad oggi viene ammirato per quello che è e per quello che l’autore volle rappresentare.

Post ispirato a “Note di carta” in  WebNauta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Passato Perduto

Passato Perduto

Per quell’estate aveva deciso di trascorrere un pò di tempo con la famiglia nella vecchia casa dei nonni,al paese, poi sarebbero partiti per il mare.Ci ritornava raramente da quando non ci abitava più nessuno e si tratteneva per poco tempo…ormai era diventata una seconda casa, un lusso, un bene non indispensabile ma non aveva mai avuto il coraggio di venderla.Con che cuore  vendere il passato dei genitori, il ricordo delle sue vacanze da bambina, il luogo dove affondavano le radici di almeno tre generazioni?Entrare dalla porta della casa nel vicolo al n. 8  era  sempre stato un tuffo in un’altra dimensione:la grande cucina con il camino e la parete con i piatti appesi,la sala  da pranzo dove c’erano la televisione e la cristalliera da guardare solo da lontano;i soprammobili decisamente retrò e una quantità industriale di oggetti curiosi,ancora il salotto con le poltrone di finta-pelle color mattone accostate alla scrivania  di noce in stile anni ’30, unico pezzo superstite dell’arredamento originario.

C’erano dei progetti su quella casa…per esempio  ridipingere le pareti con colori più allegri e spostare qualche mobile e mettere delle tende colorate per cambiare l’atmosfera un pò severa e malinconica che ormai   regnava tra quelle mura.

L’anno successivo sarebbe  ritornata armata di tutto  l’occorrente e con queste ferme intenzioni ripartì  per il mare con la  famigliola.

In una mattina   qualunque  della sua vacanza  a  colazione all’improvviso  la radio   diede la notizia “terremoto” …lì proprio  al paese dei nonni!Nessuno dei parenti rispose alle sue telefonate così decise di tornare.

Dopo un viaggio interminabile tra mille deviazioni raggiunse la meta, arrivò nei punti dove erano allestiti i soccorsi e riuscì finalmente ad incontrare alcuni pareti ancora atterriti dall’evento ma salvi.In parte sollevata dal rivedere  visi familiari si diresse nonostante i divieti verso il vicolo,verso la casa!

Appena era rimasta traccia della strada principale poi lì dietro il muro della bottega dove le case erano tutte appiccicate al posto delle finestre con i vasi di basilico sui davanzali trovò solo muri squarciati, pareti divelte e polvere.Facendo zig-zag tra le macerie cercò il n. 8 ma si fermò un paio di ingressi più avanti perchè di quella casa che lei stava cercando ne era rimasto in piedi solo il muro della facciata.In pochi minuti era scomparsa l’intera storia  di una famiglia e lei ne era rimasta l’unica custode, l’unica che avrebbe ricordato la quotidianità di un passato sparito per sempre.

Rimase ancora al paese ad aiutare chi voleva ricominciare, sapeva che la vecchia casa non sarebbe stata più ricostruita, le era rimasta solo una tazzina sbeccata che aveva trovato tra le macerie.